Le società europee sono diventate, e diventeranno sempre di più, delle società multietniche.
Ciò non vuol dire che si debbano trasformare anche in società con una identità indistinta, vaga, indefinita, in sostanza multiculturale.
I sostenitori di questo meticciato addossano alla nostra civiltà un debito formativo verso altre culture, soprattutto quella islamica, riferendosi a discipline come la matematica, la medicina, l’astronomia o l’architettura. Ciò è sostanzialmente falso e i fatti storici ci danno conferma: mentre in occidente le invasioni barbariche distruggevano o mettevano la sordina a secoli di civiltà, in oriente gli arabi conquistavano la parte intatta dell’impero romano, trovandosi, in pochi anni, padroni di quasi tutto il mondo civilizzato. Un mondo, ricordiamolo, perfettamente organizzato con città, strade, teatri, biblioteche e, di conseguenza, ricco di un sapere antichissimo.
Ne deriva che la scienza come la filosofia araba devono in parte, se non tutto, alle culture greca e romana che sono le radici della nostra civiltà, riscoperte e rivalutate dall’Umanesimo e dal Rinascimento.
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