venerdì 20 gennaio 2012

EVASIONE FISCALE.

Il nostro Paese viaggia ben al di sopra del 40% di imposizione tributaria.
Ciò non giustifica l’enorme evasione valutata attorno ai 120 miliardi di euro, spalmata, questa si, su quasi tutta la popolazione italiana. Nel computo si può sommare la microevasione del pensionato o del dipendente comunale che ti viene a fare le piccole riparazioni di casa, con una evasione più consistente a carico dell'impresa che evade l’IVA o i contributi, per finire all'evasione totale di grandi società offshore i cui patrimoni sono ben occultati al fisco.
Sarebbe sanabile tutto questo? In buona misura sicuramente, ma la situazione sembra rendere ciò inevitabile: è la  primitiva difesa dell’individuo, necessaria quando lo Stato riscuote molto più del dovuto, spreca a profusione e non offre servizi adeguati.
La gente infatti è disposta a fare sacrifici, purché ne veda il significato e possa verificare, almeno entro certi limiti, come il denaro prelevato viene distribuito, utilizzato e speso. Solo così potrà comprendere che le tasse non sono da considerarsi la rinuncia ad un bene che si possiede, ma come un contributo per il buon funzionamento della collettività.

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