giovedì 26 luglio 2012

IPSE DIXIT- A.SMITH

 "Non è  dalla generosità del birraio o del fornaio che noi possiamo sperare di ottenere il nostro pranzo,  ma solo dalla valutazione egoistica dei loro interessi. Ogni uomo è egoista, ma ogni uomo ha bisogno degli altri, e la somma dei singoli egoismi crea una specie di divino equilibrio che giova a tutti.” 

Adam Smith – Teoria della mano invisibile.

sabato 14 luglio 2012

ISTRUZIONE.

Tra una scuola di tipo umanistico ed una tecnico-professionale, la famiglia scelse per me quest’ultima: “Il ragazzo è svogliato… non adatto agli studi”.
Scuola di classe con programmi subalterni e senza la possibilità di continuare verso obbiettivi più alti. Scuola per poveri e per somari, con insegnanti anziani oppure demotivati. Scuola autoritaria, inadatta ad allievi timidi.
E’dovuto passare del tempo perché io riuscissi a colmare le mancanze di questa cattiva formazione: bisogno di rivalsa sociale? Accorgersi che alcune persone utilizzano la cultura per tenerti a distanza, per farti capire che sono migliori di te? O semplicemente per seguire l'esortazione di Gramsci “Istruitevi perché avrete bisogno di tutta la vostra intelligenza”.
Con umiltà ed impegno  ho seguito un iter sostanzialmente da autodidatta che mi ha portato ad ottenere, prima un diploma di maturità, poi un titolo di studio universitario.

sabato 7 luglio 2012

COSI' VA IL MONDO.

Spesso si attribuiscono alla volontà di singole persone o gruppi politici  i grandi cambiamenti della storia. Se questo fosse vero passeremmo da un totalitarismo ad un altro.
E vero al, contrario, che quasi sempre i cambiamenti epocali sono il frutto di combinazioni sociali, culturali, economiche: dall’affermazione dei diritti umani il cui tragitto ha attraversato i secoli, all’emancipazione della donna che, assieme alla tutela dei lavoratori e l’affermarsi della stato sociale è coincisa con la rivoluzione industriale.
Il mitizzato ’68 non ha fatto altro che raccogliere i fermenti di una intera generazione  che sentiva la necessità di un profondo cambiamento dei rapporti con la famiglia, con la scuola, e nella società.
Quando i tempi sono maturi e la gente è pronta, le leggi si adeguano.
Nessuna agenda politica ha mai programmato le grandi rivoluzioni sociali.

domenica 17 giugno 2012

BRIDGE.


 Il bridge è una palestra di esercitazione mentale; richiede logica e razionalità, capacità di analisi e di sintesi, deduzione e creatività, oltre all’osservanza e al rispetto delle regole: un vero e proprio “sport della mente”.
Negli ultimi anni questo bel gioco ha avuto una notevole diffusione perdendo quel carattere elitario e un po’ snob che gli era stato attribuito.
 Come in qualsiasi altra attività, anche nel bridge si possono avere approcci diversi: tanti giocatori lo considerano un intelligente passatempo (che comunque richiede un certo impegno); più raramente troviamo chi trasforma il divertimento in passione al punto di dedicargli tutto il tempo possibile per raggiungere risultati da veri giocatori agonistici.
 Due criteri molto diversi con una cosa in comune: l’opportunità di mantenere e allargare il giro dei rapporti sociali che aiutano a mettere in contatto il giocatore con diversi tipi di comportamenti. Il gioco, specialmente quando è competitivo, esalta i caratteri delle persone: esercitando una sorta di antropologia in sedicesimo, anche il bridge aiuta a  capire il mondo.

martedì 5 giugno 2012

LA FAMIGLIA.

L’uomo ha “inventato” la famiglia sostanzialmente per trasmettere beni, nozioni, tradizioni, responsabilità, valori, affetti: un primo nucleo di società incentrato sul reciproco sostegno.  Di generazione in generazione il passaggio di questa cultura  è sempre stato centrale.
Oggi, rompendo con una collaudata consuetudine, noi intendiamo la famiglia prevalentemente come luogo di sentimenti e, quando questi non ci soddisfano più, cerchiamo di sottrarci alle nostre responsabilità. Naturalmente questo comporta una serie di conflitti e di ricatti, dai quali si esce solo con traumi drammatici.
Sembra che non si riesca più a costruire legami che abbiano un significato: siamo passati dalla famiglia “progetto” alla famiglia “emozione”.


domenica 27 maggio 2012

LO SPIRITO DELLA LIBERTA'.


Le moderne democrazie  fondate sui diritti fondamentali della persona, sono debitrici verso le principali rivoluzioni politiche determinanti nel passaggio dall’età feudale a quella moderna.
Il Bill of Rights  emanato dal parlamento inglese nel 1689 (dopo la deposizione del re Giacomo II ), la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti del 1776,  e naturalmente la Rivoluzione francese, alla quale dobbiamo la redazione di due costituzioni (1791- 1792), sono alla base di quasi tutte le istituzioni democratiche moderne.
Da questi storici documenti promana un atto contemporaneo compilato dall’Assemblea delle Nazioni Unite nel 1948: la “Dichiarazione Universale Dei Diritti Dell’Uomo”.
Un tragitto di due secoli per sancire come tutti gli uomini nascono liberi ed  uguali e che questi principi  dovrebbero essere patrimonio comune di ogni persona, quale che sia il credo, l’etnia, o il  paese al quale appartiene.
Purtroppo gli orrori ai quali abbiamo dovuto assistere anche in questo ultimo secolo e nel primo decennio del terzo millennio, ci fanno riflettere sulla fragilità della lotta per i diritti umani, sempre segnata da successi e sconfitte: civiltà e democrazia non sono mai conquistate una volta per tutte.
Il monito scolpito su una piccola stele raffigurante la dea Atena rinvenuta sull’ Acropoli greca è chiaro: “Difendete le conquiste della mente e del cuore con la forza, se non volete che le minacce del tempo e le insidie degli uomini le cancellino”.


venerdì 25 maggio 2012

OLIVETTI M24.


Nel 1985 entrò nella mia azienda una meraviglia tecnologica (per quei tempi) tutta italiana: il PC M24 della Olivetti: sistema operativo MS-DOS, alcuni programmi tra cui word e Lotus 1.2.3, compatibilità totale con gli altri computers. Con queste caratteristiche M24 riuscì a contendere all’IBM il primato sul mercato mondiale dei PC.
Un primato che fu inesorabilmente perso dalla scarsa lungimiranza della politica italiana, e da un management incapace di vedere in questo settore un possibile asse di  sviluppo, facendo della innovazione il proprio punto di forza: al contrario si preferì privilegiare, colpevolmente, imprese già allora obsolete.
L’Olivetti di Ivrea occupava 60.000 dipendenti ora ne restano solo 1.000.
Molti anni e molti computer dopo ho un PC di ultima generazione,  marca giapponese ma sicuramente prodotto in Cina o in Corea:  quello vecchio, “un reperto archeologico di ben cinque anni”, mi ha piantato. Ho chiesto…..ripararlo sarebbe costato più che comprarlo nuovo.
Sono di fronte a questo oggetto sofisticatissimo, pieno di funzioni a me oscure (e probabilmente inutili): come non pensare a quel perduto, italianissimo, M24 e al disfacimento della nostra industria informatica?